Zucche di Halloween

Halloween e Ognissanti a Napoli

Halloween e Ognissanti, il trentuno ottobre è il giorno destinato alla ormai conosciutissima frase “dolcetto o scherzetto?” 

La notte delle streghe ovvero Halloween, la ricorrenza legata alla festa della zucca, negli ultimi anni è divenuta un’ appuntamento imperdibile del calendario Napoletano. Come ogni anno Napoli si prepara a festeggiare quello che può essere considerato il carnevale d’inverno con costumi e vestiti preparati appositamente.

La zucca intagliata che rappresenta la faccia sogghignante del furbo Jack o Lantern un uomo baro e malfattore che riuscì ad ingannare il diavolo stesso con il quale poi strinse un patto durante la notte di Ognissanti, è probabilmente l’icona più conosciuta di questa festa e varie fonti ne attribuiscono la paternità all’Irlanda o alla Scozia.

Per chi volesse approfittare del ponte per rilassarsi dal 30 ottobre al 2 novembre l’ Hotel Villa Medici Napoli propone varie offerte.

Napoli

Vari gli appuntamenti a Napoli dedicati ad Halloween, festa anglosassone che all’ombra del Vesuvio ha trovato una sua particolare declinazione.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è sempre la festa di Città della Scienza, che questa volta stupirà con il volo dei rapaci, ma da non perdere sarà anche l’annuale appuntamento con le streghe al Castel dell’Ovo. Al Museo Ferroviario di Pietrarsa si è alla ricerca di piccoli vampiri e fantasmini che aiutino la Strega Pasticcione nelle sue ricette, invece a Giugliano ci sarà un grande Halloween Village con tanto divertimento. Ovviamente non mancherà il tradizionale Dolcetto o Scherzetto, come quello dell’evento alla Floridiana o quelli previsti in altri appuntamenti spaventosi.

Ma Halloween non è solo una festa pagana, ma anche una ricorrenza religiosa, la festa di Ognissanti, il primo novembre, ed il giorno seguente “giorno dei morti” per ricordare i nostri defunti, tutti i defunti, che ricevono una visita ed un fiore (di norma un crisantemo) nei cimiteri.

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La tradizione popolare vuole che, nella notte fra il 1° e il 2 novembre, i morti ritornino sulla terra ciascuno alla propria casa e stanchi del viaggio, quindi bisogna alzarsi prestissimo per lasciare il letto ai morti, con un lume acceso, un secchio d’acqua e un po’ di pane. In questa festa, le fave sono il cibo tipico e, in clima cristiano, esprimono devozione e carità in suffragio delle anime dei trapassati.

A Napoli, dove tutto si confonde tra fede, misteri e credenze, una suggestiva poesia di Antonio De Curtis – Totò, A Livella, rende in modo suggestivo la sensazione della presenza dei cari scomparsi.

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